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Happily Surviving

blog di ricordi, felicità & silly things

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Psychology

Ciao 2017. Ti ho amato tanto e vi dico perchè…

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Domani è il 31 dicembre. Lo sapete anche voi. E’ tutto l’anno che peso ogni giorno, ed è arrivato il momento di scriverci su. E’ da tanto che non mi succedeva questa cosa, ma vorrei con tutto il cuore che quest’anno non finisse. Lo ho amato molto. E’ nata Bianca. Siamo diventati in 4. Ho realizzato un sogno grandissimo: quello di conoscere l’amore fraterno. E’ come se si fosse chiuso un cerchio aperto da quando sono piccola. E’ difficile da spiegare, ma so che alcuni capiranno. E’ una sensazione di pienezza mai avuta prima. Non mi soffermo sulle difficoltà e sulle nevrosi perchè sapete che ci sono.  Continue reading “Ciao 2017. Ti ho amato tanto e vi dico perchè…”

Avventure del buon cittadino medio e del gatto che voleva solo essere lasciato in pace

Torno sul blog! Finalmente direte voi (dai che a qualcuno sarò mancata…o no?)!

Ho avuto un settembre difficile, decisamente non felice e sapete che scrivo solo se sono Happy. In più quando avevo un’ora libera la ho dedicata a guardarmi Mad Men telefilm che crea addiction. Oggi però sono qui a raccontarvi di una piccolissima avventura che ha decisamente movimentato la mia mattinata.

E’ successo tutto a Bologna, nel quartiere di San Donato, nel block (fa troppo figo dirlo alla newyorchese) fra via Mondo, via Calindri e via Ricci.

Ed ecco a voi la breve storia: Continue reading “Avventure del buon cittadino medio e del gatto che voleva solo essere lasciato in pace”

Random Stories about being a Mom #20

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Chi mi segue su instagram sa che a fine maggio Bianca ed io abbiamo trascorso un paio di giorni in ospedale per accertamenti su una sospetta pertosse di Bianca. Tutto si è risolto nel migliore nei modi e Bianca è guarita da sola nel giro di pochi giorni. Pubblico in unico post i miei pensieri di quei giorni nel tentativo di trasmettere gli stati d’animo e l’umore di quei momenti.  Continue reading “Random Stories about being a Mom #20”

My very own memory about Umberto Eco

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Questa mattina ho saputo da Stefano e dalla radio che Umberto Eco è morto. Continue reading “My very own memory about Umberto Eco”

Happiness Flow in 2014

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Buon anno a tutti. Nei giorni scorsi sono stata un po’ sconnessa con il mondo in quanto impegnata in una breve ma perfetta vacanza in Val D’Aosta. Su questo viaggio e su come portare i bimbi sulla neve farò un post dedicato, in quanto mi va di soffermarmi oggi su un bilancio del 2014. Credo che scrivere possa aiutare a mettere a fuoco meglio gli eventi e a dargli una giusta valutazione.

Ho deciso di scrivere questo post perchè leggendo su facebook gli auguri e i bilanci di altre persone, in particolare neo mamme come me, mi sono sentita diversa e un po’ in deficit di momenti veramente felici che invece sembrano essere stati copiosi per gli altri. E sono contentissima per loro s’intende.

Quindi un po’ di riflessioni sul mio 2014:

– I primi tre mesi sono stati raggianti. Ero incintissima, in dirittura d’arrivo, lavoravo molto e bene, avevo un’energia assurda, ci siamo concessi un week end romano spaventosamente bello e avevo un obiettivo nel brevissimo termine: conoscere Giulio e iniziare una nuova vita a tre (anzi a 5 con i micioni).

– Ad aprile è nato Giulio (l’11 alle 16.38). Un parto che ricordo senza drammi, un fulmine di gioia, felicità simile a scariche continue di adrenalina. Niente lacrime per me (basta il papà a commuoversi), gran sorrisi e voglia di condividere tutto con tutti.

– Poi è iniziato l’a.g. (After Giulio) che va spacchettato in più fasi.

1. La prima fase (i primi due/tre mesi): Ho iniziato a capire tutti quegli avvertimenti (minacce??!) di chi mi diceva: “tu non hai idea di cosa sarà dopo”. Ho iniziato a capire chi mi diceva “Quegli esserini che dipendono in tutto e per tutto da te”, 24h su 24 7 giorni su 7. E parlando sinceramente, sempre sperando di trovare qualcun’altra che ha vissuto queste cose per non sentirmi completamente pazza, non è stato un periodo felice. Un periodo di scoperte di te stessa, dei tuoi limiti, delle debolezze e dei pochi punti di forza. Un periodo in cui difficilmente pensi ad altro oltre al timing per le poppate, all’accudimento di tuo figlio a sperare di dormire per ricaricarti un po’ e dare quelle energie a lui.

2. La seconda fase (dal 2 mese e mezzo al 5 avanzato): Ho iniziato ad avere la situazione più governabile (impossibile averla in pugno per i prossimi 30 anni direi). Io e Giulio ci siamo conosciuti meglio, capiti un bel po’ e con alti e bassi ci siamo traghettati lungo un’estate un po’ piovosa. Siamo stati al mare circondati da nonna, zie e cugini che ci hanno dato una mano graditissima. Abbiamo fatto il primo viaggio a tre itinerante in Olanda di cui ho parlato qui e qui. Ho riprovato un po’ di spensieratezza e qualche puntina di felicità (soprattutto nelle mattinate in spiaggia con il venticello e un cielo bellissimo anche quando era grigino). Ho iniziato a godermi Giulio e a compiacermi di essere mamma. Ho iniziato a notare anche il mondo intorno a me e a rendermi conto che certe amicizie, nel frattempo, si erano fatte di nebbia (modo di dire tipico della pianura padana).

3. La terza fase (dal 6 mese a fine 2014): faticosissima perchè ho iniziato a lavorare e ad incastrare tutto, ma molto bella. Ho ritrovato quella parte di me che mi piaceva e l’ho riportata in ufficio, ho dedicato tutte le energie a Giulio che nel frattempo è diventato super interattivo e più volte mi ha strappato una grassa risata. Abbiamo iniziato a divertirci insieme tutti e tre e a capire cosa succederà più avanti a livello di interazione e di coinvolgimento. Anche in questa fase un po’ di alti e bassi, ma in definitiva molto equilibrio. Il 2014 è finito con Giulio che non dormiva, io che ho rischiato di soccombere sotto un mal di testa feroce, pensando prima di chiudere gli occhi che non stavo provando esattamente un momento di felicità.

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Cosa mi ha insegnato questo anno? Che un figlio dà livelli di felicità diversi a seconda di che persona sei. Io non sarò mai una di quelle che dirà che sin da subito è stato stupendo, bellissimo, entusiasmante. Dico che vale certamente la pena. Che è bello sapere che non si torna più indietro perchè non vuoi proprio tornare indietro, anzi non vedi l’ora di andare avanti per vedere il cambiamento. Ecco cosa ho imparato anche nel 2014: che il cambiamento è diventata una costante e che è bello viverci in mezzo. Non tutti i cambiamenti sono piacevoli o soprattutto facili, ma affrontarli con tutta l’energia che hai, può essere la strada giusta. Colgo quindi l’augurio di una mamma/amica che ho conosciuto quest’anno che con un favoloso e costante sorriso sulle labbra sta crescendo due figli e nel suo bilancio di fine anno augura a tutti di avere il Vento in Poppa. E’ proprio così che deve essere per tutti: navigare con le incognite del caso, ma sapere che in parte il vento in poppa ce lo mettiamo noi con i nostri comportamenti e le nostre energie.

vento in poppa

“Sono cambiamenti solo se spaventano”: gita al concerto dei Subsonica

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L’altra sera sono andata al concerto dei Subsonica. detta così è una notizia normale, anzi noiosa. E’ che con un bambino di 7 mesi uscire la sera per fare una cosa giovane ti sembra un evento straordinario, o semplicemente strano.

Sono stata intercettata da un’amica cui amica aveva dato il pacco. In alternativa non mi sarebbe venuto in mente per niente di andare al concerto.
E invece è stata una bellissima serata e un’occasione di introspezione favolosa.
I subsonica sono stati il mio gruppo preferito una vita fa. Andavo a circa 4/5 concerti l’anno, a volte anche di più. Ai tempi guardavo stupita Samuel e Boosta che alla fine di ogni concerto si concedevano con baci e “limonate dure” alle fan che volevano ammortizzare ancora di più il costo del biglietto. E’ passata una vita per me, ma anche per loro dai. Io sono mamma loro non so, ma di certo hanno costruito qualcosa nella loro vita privata. Si avverte anche dai testi delle loro canzoni. Una volta erano incazzati sociali (come me) ora sono più malinconici (come me).
Io mi sentivo strana, un po’ mozzata ad essere li.
Non che io sia una di quelle tipe che esce solo con il proprio fidanzato, marito, famiglia, anzi. Ho sempre guardato con grandissima tristezza quelle donne che si scatenano come pazze solo l’8 marzo. E’ solo che mi sono ricordata che a quei concerti di una vita fa, io sapevo tutte le canzoni a memoria e le indovinavo alla prima nota.
L’altra sera al concerto, accantonata l’idea di riconoscere le canzoni, soprattutto quelle nuove, mi sono concentrata invece a trovare velocemente qualcosa di familiare attorno a me. Guardavo con occhi a cuore i genitori che accompagnavano i propri figli di nemmeno 10 anni, fan scatenati, visto che conoscevano tutte le canzoni. Guardavo Samuel e invece di notare la solita figanza che lo contraddistingue pensavo quanto assomigli a un mio amico che, come me, ama viaggiare e che adesso, come me, lo fa meno visto che ha un pupo di 1 anno e mezzo. Guardavo Boosta, che figo è figo sempre e balla da urlo, e anche lui lo associavo a un altro amico. Riconoscevo nel Ninja (si fa chiamare ancora così? boh) il batterista, ancora una volta mio marito Steppi (visto che anche lui è ingegnere informatico e batterista e occhialuto).
Insomma a dire il vero è stato un misto di allucinazioni ed esperienza antropologica. Ditemi che non capita solo a me.
Adesso non vedo l’ora di riandare a un concerto e in futuro fare come quei genitori che portano i loro bimbetti facendogli fare un’esperienza che ricorderanno negli anni e che gli servirà a costruire quel famoso imprinting che tutti noi abbiamo avuto dai genitori probabilmente in modalità super random.
A parte il lungo excursus sul mio viaggio personale posso dirvi che è stato un bellissimo concerto, scenografia molto molto figa, qualche elemento culturale e citazioni interessanti e tanta voglia di ballare.
Le foto sono della serata a Bologna e le prese dalla pagina dei Subsonica su Google +
 Samuel_1 Samuel Boosta Ninja Sub_Palco Subsonica

Random Stories about being a mum: pensierini a caso sulla maternità #3

 

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25 agosto
Ero fortemente indecisa se dedicare questa misera mezz’ora di sonno di Giulio a guardare cose di MSGM su yoox oppure scrivere. Mi sento una bella persona per aver optato per l’opzione scribacchina. Da ieri siamo a Cesenatico per una settimana. Faremo un po’ di mare e qualche giretto in collina. Giulio se la ride e sbava. Ieri notte si é svegliato a mezzanotte non per mangiare, ma credo perché stesse morendo di caldo. In effetti l’avevamo coperto che neanche in Olanda con 15 gradi facevamo così. A proposito, una sera in Olanda, facendo due chiacchiere con un newyorkese trasferitosi in Olanda #misteridellamore, abbiamo saputo che nei paesi del nord Europa, oltre a dare uno scatolone di cartone come culla regalo per la nascita da parte dello Stato finlandese, in Olanda, all’asilo, i bambini fanno il riposino all’aria aperta in gabbie stile quelle dei conigli. Abbiamo provato a documentarci ma non abbiamo trovato molto. Cercherò meglio.
Ecco si è svegliato, ma stavolta l’ho preso a letto con me è ora sta dormendo attaccato a me stile piadina. O cozza. Forse é un vizio, ma se penso che fra poco più di un mese tornerò a lavorare e questo non sarà più troppo possibile, allora mi va di godermelo un po’…non l’hanno preso all’asilo nido e non ci sono grosse speranze per i mesi futuri per cui starà con i nonni. Ieri leggevo su Uppa quanto é importante l’asilo nido per lo sviluppo della sensorialità e socialità nei bambini. Per questo primo anno proverò a farlo io. Ho già iniziato a fare una lista delle attività che potrei e vorrei fare con Giulio nei pomeriggi e nei week end. Includono letture in altre lingue (hah che ridere), acquaticità, e poi cercherò qualche laboratorio. Steppi lo porterà a Music Together, ma quando compirà un anno credo. Secondo me può bastare. Per lo sviluppo della socialità cercherò di attivare anche la mia di social life, che mi manca assai. Quasi tutti i miei amici hanno bimbi un po’ più grandi di Giulietto quindi si creeranno le occasioni per morsi, schiaffoni e spero qualche gag simpatica fra loro. Dal prossimo anno però asilo! Pubblico o privato che sia.

Adesso 10 minuti su yoox non me li toglie nessuno.

Tutti i trucchi per far lavorare l’ormone

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Su D di Repubblica della settimana scorsa c’è un articolo sull’ossitocina. Posso dire di conoscere quell’ormone.

Qui dicono che è quello della felicità. Continue reading “Tutti i trucchi per far lavorare l’ormone”

Random Stories about being a mum – Pensierini a caso sulla maternità #2/1

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24 agosto
Oggi Federico il figlio dei nostri amici compie 2 anni. Che traguardo. Guardo Giulio e penso a quando sarà lui di quell’età. Da una parte sono curiosa, da un’altra mi piace averlo così Piccolone, dipendente in molto e governabile…:) adesso dorme. Si è addormentato al seno mentre mangiava. Ennesima notte semi in bianco con sveglia alle 2 poi alle 3.30 poi alle 6! Per fortuna che per qualche strana ragione a me non vengono le occhiaie. Questa mattina ho preparato Giulio per benino e siamo andati a far colazione. Ci vuole un bel trattamento per le mamme che non dormono. Al bar i signori anziani del quartiere lo chiamavano “bomber” o “bomberino” un’espressione tipica bolognese che mi fa morire dal ridere. L’altra sera e anche ieri mi sono anche truccata seriamente con un senso di benessere favoloso. Continuerò a farlo. Fra qualche ora partiamo per Cesenatico. Settimana al mare dalla nonna quite isterica, ma pur sempre mare e pur sempre nonna. Uhm ecco l’ennesima conferma che una donna quando diventa mamma smette di essere deeply multirasking: avevo messo sul fuoco i finocchi e mi si è bruciato tutto, pentola inclusa! E nel frattempo si è svegliato Giulio. Ha il sonno più leggero di un novantenne che si ostina a voler dormire senza Tavor.

A bientot

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