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10 anni fa iniziava una delle esperienze più belle della mia vita…i miei 3 mesi di lavoro/studio a New York. A dire il vero iniziava il 29 febbraio, perché il 2008 era un anno bisestile. Il 29 febbraio era il giorno della partenza e dell’arrivo a New York. Un arrivo alla sera alle 19 con una valigia gigante e pesante e con un gelo polare e un accenno di neve. Proprio come qui in questi giorni.

Ad attendermi un residence per studenti, l’International House, e un’amica del cuore che era negli States per qualche giorno di lavoro. Anche se l’entusiasmo per questa avventura era alle stelle, avere una faccia amica all’arrivo e ad accompagnarmi nel primo di 20 week end trascorsi li, ha contribuito moltissimo.

E’ stata un’avventura di soli tre mesi. Per molti mortali erranti è brevissima, lo so.

E anche per me è stata breve. Ma avevo 28 anni ed era la mia prima esperienza lontana da tutti.

Attrezzata per sentire i miei cari in tutti i modi possibili, non avevo paura di sfilacciare nessun rapporto. E ho fatto bene a non aver paura perché non è cambiato niente. Sono cambiata io però. Ho fatto un bagno nel coraggio e nell’autostima. Ho capito che si può essere felici per un tempo più lungo di un brivido. A New York sono stata felice per tre mesi di fila.  Le aspettative che mi ero creata prima della partenza erano altissime e sono state di gran lunga realizzate, anzi no, superate.

Non mi ero concentrata su chi avrei conosciuto, sul livello d’inglese che avrei veramente imparato, sulle meraviglie che avrei visto, sui quartieri che avrei conosciuto, sul pattinare sul ghiaccio a Central Park, sugli hamburger ad ogni ora del giorno, sull’iniziare ad amare il sushi,  sullo shopping insensato che avrei fatto, sullo yoga gratis, sulla pizza buona, sui concerti, sul cinema in lingua originale, sui topi nel pavimento del cinema e nelle metropolitane. Non avrei mai pensato quanto fosse incredibile la semplice azione di guardare in alto in mezzo ai palazzi e sentirsi parte di una città incredibile che ti entra dentro e ti stravolge.
Quest’avventura non sarebbe mai e poi mai stata la stessa se non avessi conosciuto 7 fantastiche donne, molte coetanee e alcune più grandi con cui condividere tutte le giornate, molte serate e tantissime domeniche. Con cui parlare di tutto, rigorosamente in inglese viste le differenze. Risate e pianti nel raccontarci le nostre vite. Pianti di malinconia negli ultimi giorni insieme e abbracci forti. C’era chi fra noi era più pessimista e diceva che non credeva nel “Catching up” a distanza, via mail o via facebook (ai tempi usato da pochi). Ma chi di noi era più positiva ha deciso di provarci e investire in questi rapporti a distanza. 10 anni dopo ci sentiamo ancora, tutte, senza cadenze precise, senza appuntamenti fissi, ma con la voglia di parlarci.

Dedico questo post a chi era con me 10 anni fa e chi c’è ancora oggi.

Ad Alejandra, Mahi, Bahia, Elia, Ania, Ogy, Betania.

A Giulia che era lì. A Eleonora che è venuta a trovarmi e passava i giorni rinchiusa a provare a scrivere. A Stefano, A Kathy, ad Amir….

Che siano ora Vicini o lontani, non mi importa.

All’amicizia, in generale,
quel sentimento bellissimo,
quel valore inestimabile che voglio tenere stretto stretto.

Dedico questo post a New York che mi manca come l’aria.

E’ un post scritto per me, ma anche per voi che mi seguite. E’ un post sull’importanza dei ricordi semplici, e sul tempo che passa, inesorabile.

10 years ago one of the most wonderful experience of my life just began. My 3 months of study/work in New York. It was February 29 because in 2008 February had 29 days.  I arrived in New York that day, at 7 pm with messed hair a huge luggage and snowflakes all around. 

Waiting there for me a student residence, the International House, and a very good friend of mine working there for few days. Having the chance to share the first of many weekends in New York with a special friend has surely been a a bless, anyway. 

It has been a three months adventure to me. For many people it’s nothing, I know. But I was 28 and it was my first time abroad, far from everybody. 

Fully equipped to be in touch with my belovers I wasn’t scared to lose any of them. And I was right because nothing has changed. I do have changed though. It has been a ful immersion of bravery and self estime. I learned. I learned a lot about me and about happiness. I realized that it it’s absolutely possible being happy for more than a second. In fact, in New York, I have been happy for three months in a row. The high expectations I had, were hugely overtaken. 

I didn’t thought about whom I would have meet, if and how I would have learned english, about the wonderful things I would have seen, the squares, the streets, the ice skating in Central Park on April the 6, hamburgers at any hour, Saint Patrick parade, started to love sushi, the non sense shopping, the free yoga, the good pizza, concerts, movies in original language, mice everywhere (at the movies and subway mostly). I didn’t planned any of it. I didn’t expect at all the amazing feeling of being part of that city just walking through its streets with its people.

This adventure wouldn’t have been the same without 7 amazing women I met on my path. Some of them of my age some other a little bit older. All of them were super wise though. We shared a lot, we shared days, nights, week ends, words, memories. 
We talked about everything, about cultures, about our lives before that day. A lot of laughs and a few crying expecially during goodbyes. Among us, the less optimistic ones were sceptical about the “Catching up”. And I am happy to say that they were wrong because after 10 years we are still here, writing e-mails, sending messages on facebook and on watsup. We don’t have any schedule, we just have the will to stay in touch and to share the love. Randomly. 

I dedicate this post to whom was there 10 years ago and to who is still here today. 

To Alejandra, Mahi, Bahia, Elia, Ania, Ogy, Betania.

To Giulia for that firt week end. To Eleonora, to Stefano, to Kathy, Barbara. To Amir… If they are in fact close or not it doesn’t matter. 

To friendship in general. This amazing and priceless value, which I hold sooooo tight. 

To New York that I miss in every breath. 

This post is about the incredible value of the simple memories. It’s about time passing by, inexorably.