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23 giugno

C’è un caldo violento. Sono giorni strani fatti di silenzi poco piacevoli, di gesti unici e di passaggi. Bianca è disturbata dai vaccini e va in crisi con poco, ma dorme molto almeno. Vuole stare in fascia e io la tengo. Giulio sta finendo il nido. Sto facendo il pieno di ricordi di questo nido. È stato un filo conduttore per tante cose; amicizie per lui, per me, per tutti, un riferimento. Un modo per portare rispetto e interagire con persone nuove. Un modo per vivere il nostro quartiere. Sono giorni strani in cui il poco vento che c’é, l’estate che ci ha invaso e le scuole che finiscono, mi fanno ricordare molto della mia infanzia e adolescenza. Ho un po’ di malinconia. Un bel po’ di malinconia. Sembro allegra, sono allegra in effetti, ma questa malinconia mi fa commuovere più facilmente. Parlo con una mamma dell’asilo che ho incrociato poche volte. Una mamma che ho incontrato anche l’anno scorso alla Race for the Cure, la corsa che sostiene le cure per il cancro al seno. Lei indossava la maglia rosa di chi ha avuto la malattia. C’eravamo incrociate quel giorno e salutate da lontano. Oggi ci siamo parlate per la prima volta e dopo un po’ di convenevoli sui figli mi è venuto spontaneo chiederle: tu come stai? E lei mi ha spiegato tutto…sta bene, e alla fine mi ha abbracciata ringraziandomi per averglielo chiesto. Mi sono commossa, mi sono sentita felice e triste allo stesso tempo. Questa prima, di quelle che saranno tante, “fini” di Giulio, mi ha coinvolta più di quanto sembri. Voglio ricordarmela ed è per questo che la sto scrivendo.