Torno sul blog! Finalmente direte voi (dai che a qualcuno sarò mancata…o no?)!

Ho avuto un settembre difficile, decisamente non felice e sapete che scrivo solo se sono Happy. In più quando avevo un’ora libera la ho dedicata a guardarmi Mad Men telefilm che crea addiction. Oggi però sono qui a raccontarvi di una piccolissima avventura che ha decisamente movimentato la mia mattinata.

E’ successo tutto a Bologna, nel quartiere di San Donato, nel block (fa troppo figo dirlo alla newyorchese) fra via Mondo, via Calindri e via Ricci.

Ed ecco a voi la breve storia:

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….Questa mattina nel mio modesto quartiere vediamo questo costosissimo gatto vagare miagolando. L’ultima volta che era stato visto indossava un maglioncino beige.

Io e il meccanico Stefano, che negli anni è diventato un amico, ci guardiamo intendendoci al volo sul fatto che un gatto così nel nostro quartiere si è chiaramente perso…

preoccupata per lui (il gatto non il meccanico) lo seguo mentre attraversa in modo spericolato la strada. Si dirige verso il mio palazzo cercando di entrare in vari giardini per poi desistere. Attraversa la strada da sfigat(t)o vero e io con passeggino alla mano gli corricchio dietro chiamandolo e parlandogli.

Mi rendo conto ora che dall’esterno questa scena è da scompisciarsi dalle risate e io sarò risultata veramente matta. Finalmente il gatto si ferma sul marciapiede e io grido a una signora davanti a me e di fianco a lui di acchiapparlo, ma anche di stare attenta che poteva graffiarla. Da vera esperta di gatti, come i matti appunto, poi arrivo io e lo prendo per il collo come si fa con i gatti per renderli inermi e non farsi graffiare. Peccato che questo gatto sia un Canadian Sphynx e al tatto è terribile, scivola dappertutto senza pelo….

Ad ogni modo, con vari incastri e seguita dallo sguardo veramente perplesso di mia figlia (“#checaspitastaifacendomamma”), porto il gatto nell’androne del mio palazzo. Chiedo a un mio vicino di casa, appena rientrato dalla palestra e che voleva chiaramente farsi gli affari suoi, di tenermi il gatto per il collo, gli lascio pure la Bianca nel passeggino e salgo in casa per prendere il trasportino. Scendo, metto il gatto nel trasportino, ringrazio e saluto il mio vicino, prendo la Bianca e mi dirigo verso il veterinario, ma prima passo dal meccanico ad aggiornarlo sulla nostra avventura. Stefano, il meccanico, mi vede un po’ affaticata con gatto e passeggino e si offre di portarmi il gatto dal veterinario con il furgoncino. Ve l’ho detto che la felicità porta fortuna vero?

Io col passeggino lo raggiungo a piedi. Ci passiamo il gatto, ci scambiamo il sorriso e due battute sulla ricompensa (certi che non ci sarà!) e ci salutiamo. Il veterinario mi accoglie prima con gentilezza ignaro della patata bollente che gli sto per passare….Questo Canadian Sphynx per fortuna ha il microchip, il veterinario lo ha segnato in un foglio e dopo tre tentativi sbagliati di ricopiare il numero sul computer (un po’ accecato il vet!) siamo punto e a capo perchè il microchip non è stato messo a Bologna quindi non riusciamo a sapere il nome del proprietario…

Non ci resta che chiamare i vigili.

Procedo….

10 minuti di attesa e musichetta trash di sottofondo. Mentre attendo al telefono, due vigili in divisa entrano in un bar (non non è l’inizio di una barzelletta…).

Li raggiungo. Entro nel bar e gli rovino la pausa caffè. Poi torniamo insieme dal veterinario, ci danno un numero di telefono per attivare il canile e tante belle cose! La palla non pelosa resta a noi. Dal numero di telefono ci dicono che il gatto è intestato a una signora russa di Milano. Il gatto e lui rimane dal vet che ora mi guarda veramente in cagnesco… Approccio un simpatico Dasvidania, ma non fa ridere. Non lascio il mio nome a nessuno, nemmeno al vet che mi conosce, ma non troppo.

Due ore dopo suona arrabbiato il mio campanello di casa…rispondo un seccatissimo “Chi è???!!” e una voce con accento russo mi chiede se sono io che ho trovato il gatto… le dico di salire, è la proprietaria; ragazza di origini russe, di Milano dai capelli blu e mood punk (abbestia ma con gatto)…Ansimava, aveva due lividi sotto gli occhi ed era un po’ stranetta…ma preoccupata per il gatto. Non sapeva nulla del quartiere e delle sue vie e pare che il gatto avesse trovato la porta aperta, perchè forse erano andati i ladri, ma non era sicura.

L’ho mandata dal veterinario rassicurandola sul fatto che il gatto stava benissimo.

Appena andata mi sono ricordata che avrei voluto chiederle due cose: il nome del gatto e chi le aveva detto che lo avevo trovato io e dove abitavo (e il mio cognome). Non mi resta che pensare che il mio meccanico mi conosca veramente bene!

Fatti e persone sono tutti veri e il fattaccio è accaduto nei pressi di via Duse nota Social Street bolognese.

W le social street W i gatti di quartiere senza maglioncino e pedigree!

 

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