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23 marzo 2017

Ore 23.30.

Un intero giorno di tentativi di induzione del parto e ora si inizia a fare sul serio… contrazioni continue, ormoni a mille. Mi manca Giulio, non vedo l’ora di conoscere Bianca. Sono pronta. Prontissima a farla entrare nella nostra famiglia. Ste dorme nel mio letto d’ospedale e io passeggio per un corridoio in penombra, acceso da qualche pianto di un neonato… un minuto, 30 secondi, poi si fermano. E inizia a piangere un altro. Domani toccherà agli altri sentire il pianto di Bianca. Sbircio nelle stanze. Oggi sono semivuote perchè si sono liberati tanti letti. Le neo mamme dormono, leggono, hanno in braccio i loro piccoli. È tutto così naturale. Chissà cosa provano realmente. Se sono frastornate come lo ero io… e come sarò di nuovo. Siamo pronti per questo viaggio. Sarà duro e mi chiederò troppe volte chi me l’ha fatto fare, ma adesso mi concentro su questo momento che so già essere l’ultimo della mia vita: i saluti definitivi a una pancia sofferta ma tanto accarezzata e molta speranza in questo parto, che sia bello, da ricordare così come è stato quello di Giulio…

 

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