metodo-efficace-per-chiedere-elemosina

Non credevo avrei potuto continuare ad ammorbarvi ulteriormente sulle mie gite milanesi (trovate qualcosa qui, qui e qui), ma questa volta non posso esimermi dal raccontarvi un’avventura al limite fra il ridicolo e il grottesco.

La scorsa settimana sono partita per Milano (vivo a Bologna quindi la traversata non è di certo epica) per tre giorni di convegno sulla Filantropia. Ve lo dico perchè non è un dettaglio del tutto trascurabile in questa storia.

Arrivo al pelo in stazione accompagnata da un collega e appena mi dirigo sul binario realizzo quello che mi è successo e, continuando a camminare, sento un senso di gelo totale salirmi dentro. 

Insomma, realizzo di aver totalmente dimenticato il mio portafogli nel sedile della mia macchina, comodamente parcheggiata nel garage dell’ufficio.

La sera prima avevo anche avuto la bella idea, di quelle che ti vengono solo quando fai le valigie, di sistemare tutto per bene anche nello zainetto in modo da togliere ogni moneta sparsa sul fondo e metterla nel portafogli. La mattina prima di andare in ufficio ho fatto una commissione e rientrata in macchina ho appoggiato il portafogli sul sedile ancichè metterlo nello zaino.

Non avevo nemmeno un euro per prendere la metro a Milano Rogoredo. Avevo il biglietto di sola andata per Milano.

Mentre aspetto il treno sul binario e sono al telefono con Stefano per dirgli quello che mi stava succedendo e pensando che probabilmente avrei dovuto scroccare spicci a sconosciuti, passa un ragazzo che conosco a malapena per lavoro, lo fermo gentilmente, afferrandolo per un braccio il più forte possibile, mi ricordo di salutarlo come prima cosa e subito dopo gli chiedo se ha 2 euro da prestarmi e che glieli avrei dati alla prima occasione di incontro. Lui mi ricorda che la prima occasione sarà a fine novembre allora io gli chiedo se mi da qualcosina in più di 2 euro e lui mi sgancia 10 euro.

Sempre più sotto chock per dover ridurmi a scroccare soldi mi metto quei dieci euro in tasca e mi sento salva forever.

Rimane il fatto che sarò a Milano senza identità e solo con 10 euro, ma almeno so di poter uscire da Milano Rogoredo e raggiungere il centro.

Mi sono stupita di quanto possano essere preziosi 10 euro e spenderli con parsimonia è stato super divertente. Nel dettaglio mi sono serviti per:

  • due biglietti della metro: 3 Euro
  • un ombrello (perchè potrebbe andare peggio, potrebbe piovere) dal venditore ambulante fuori dalla metro: 2 Euro
  • un toast per un pranzo al volo: 3.50
  • avanzo non speso: 1.50 Euro

Arrivata in Hotel e sede della Conferenza ho braccato l’organizzatrice che mi doveva un po’ di soldi e con quelli avrei potuto pagare hotel e pasti dei giorni successivi.

La carta d’identità me la sono fatta mandare in fotocopia da mio marito via e-mail.

Il biglietto del treno di ritorno l’ho acquistato on-line pagando con l’app di paypal.

Nel dubbio sul treno avevo scaricato l’app di Uber e collegato l’account a paypal in modo da poter pagare eventuali “taxi” on-line.

Il parrucchiere, tappa immancabile per me a Milano, l’ho pagato con una transazione paypal seduta stante.

Lo shopping non l’ho contemplato purtroppo, ma ho risparmiato un bel po’.

Se devo dire che tutto è stato tremendamente facile, mentirei spudoratamente. Le prime due ore sono state un po’ stressanti dal punto di vista mentale, ma se proprio me la fossi vista brutta avrei sempre potuto prendere un treno di ritorno a Bo e pensarci il giorno dopo a ritornare nella metropoli capitalista e consumista con i giusti strumenti del mestiere.

In fin dei conti ho capito che nel 2016  se dimentichi il cellulare, carte di credito e carta d’identità, ti basta avere uno smartphone e usarlo al meglio per muoverti con un vero cyber buyer.

Ed ora potete insultarmi come meglio preferite. 😀

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