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photo via web 

Seguo sempre il blog di Love Taza questa 29enne mamma di tre bambini che vive a NYC con un marito sempre in cravatta o papillon e camicia e girano il mondo con gran classe e gran frequenza…e come lavoro fanno entrambi i blogger. Ogni tanto pubblica un post chiamato Life Lately in cui mette le semplici cose che fanno e vedono stando a Manhattan con foto perfette, vestiti coloratissimi, sorrisi smaglianti.

Oggi non ho potuto non pensare alla mia life lately e ve la racconto un po’ così vi faccio giocare alla settimana enigmistica e in particolare a  “trova le differenze” fra me e Taza appunto:

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  • Giovedì scorso porto Giulio dalla pediatra  per un tranquillo bilancio di salute. Disquisiamo felicemente di quanto abbia resistito bene all’inverno senza ammalarsi troppo, è cresciuto bene, ecc. ecc.
  • Nella notte fra giovedì e venerdì Giulio si sveglia lo vado a tranquillizzare e sento che dal lettino sale un calore stile camino acceso. Lo porto a letto con noi e dopo un po’ gli misuro la febbre. Risultato 39.8
  • Il venerdì sera io e Stefano avevamo programmato alla grande un’uscita a due, per un party very esclusivo di beneficenza, con dinner, free bar, special guests e Giulio dai nonni. Al party mi trascino solo io e il marito si immola a casa.
  • Inizia un week end all’insegna dei cambiamenti. Niente Romagna, niente nonna che ci aveva comprato un bel quantitativo di viveri di qualità, niente mare.
  • Chiusi in casa tranne il sabato a pranzo per festeggiare il compleanno dell’amica del cuore, e il pomeriggio in cui usciamo per un giretto in bicicletta, vediamo il passaggio in centro a Bologna delle mille miglia  e poi torniamo a casa.
  • Mi accorgo in fretta di non avere il mio telefono, provo a chiamarlo ma è spento e qualche buon cittadino se l’è tenuto. Fra le varie scocciature e grandi rammarichi c’è quello di sapere che le foto di un anno sono sparite. Fate il back up. Ve lo dice la moglie di un ingegnere informatico.
  • Domenica giornata incredibile, sole, cielo azzurro, nemmeno una nuvola, 28 gradi e Giulio con 38 di febbre e una tosse di un 80enne.
    Risultato: chiusi in casa.
    Noi siamo di quella famiglia che non ha schifezze in casa…niente patatine, niente gelati. Al massimo due tarallini e la domenica è lunghissssssima.
  • Lunedì si torna al lavoro. Ma è lunedì di cosa stiamo parlando? Andrà male per definizione. E infatti mentre sono in riunione, mi mangio un unghia e sento crack… mi si è spezzato uno dei due dentoni che ho davanti e che rallegrano il mio sorriso. Chiedo alla mia collega se si nota, mi dice: eh si parecchio! convinta di avere una sorta di galleria penso al tanto atteso incontro del giorno dopo con la mia Prof. di NYC. Alla fine vedo una sbeccatura limitata, un po’ di fastidio e prenoto il dentista.
  • Il martedì è il giorno dell’incontro. Vado nella migliore pasticceria di Bologna (secondo me) a comprare un vassoio di mignon per accogliere la Prof. e la collaboratrice nel migliore dei modi. Devono arrivare alle 15.30 io mi trucco, preparo i pasticcini su un carrello, poi mi chiamano e mi dicono che preferiscono vedermi in centro all’aria aperta, tre ore dopo. Ritiro i pasticcini, li divido con i miei colleghi e nel frattempo mi spremo le meningi perchè so di avere qualcosa alle 18.00 ma non ricordo assolutamente cosa e penso di essermi sbagliata quindi glisso e vado all’incontro con l’ammerica. Che va benissimo, è un deja-vu, è proustiano, è bello per fortuna.
  • Torno a casa e c’è un bambino in preda a Satana, che piange, vuol stare in braccio, ha un’autostima ai minimi storici (dice continuamente “non ce la faccio, non ce la faccio”) e penso alla mia parentesi newyorkese nel 2008 a come si stava bene quando si stava meglio….
  • Il mercoledì alle 17 mi viene in mente che avevo prenotato una seduta alla grotta del sale per le ore 18 del giorno prima. Ecco cosa dovevo fare. Scrivete tutto e ogni appuntamento. Ve lo dice una che lo faceva quando aveva un cellulare.
    189188-How-I-m-Living-My-Life-LatelyIl racconto Life Lately finisce qui.
    lo so non è la quintessenza della sfiga, ma tutte in fila non ci volevano.
    La differenza fra me e Taza è che io scrivo su un blog onesto, al limite del neorealismo. Per non dimenticare insomma.

Honesty

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