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Ho conosciuto La mia amica Alejandra il giorno del suo compleanno. Era il 2 marzo del 2008 ed era per me il terzo giorno di un’avventura che mi ha cambiato la vita: i miei 4 mesi a NYC. Il 2008 è stato un anno bisestile come questo. Ricordo perfettamente il nostro primo incontro: in classe al Centro sulla Filantropia della Cuny University c’eravamo tutte tranne lei.

Qualcuno disse qualcosa che io, abbastanza indietro nell’inglese, capii parzialmente riguardo a un problema che Alejandra aveva avuto ma che stava arrivando.

Poi arrivò. In punta di piedi.

Una figura snella, poco più alta di me, capelli scuri, viso chiaro e luminoso, sorridente. Aveva un maglione di lana color corda, modello sahariano.

Nei giorni successivi non ricordo come e quando abbiamo interagito. Io ero su di giri, in preda costante all’adrenalina e parlavo con tutte le colleghe perchè dovevamo conoscerci, ed era un’esperienza bellissima quella di costruire amicizie e nuove relazioni a ridosso dei 30 anni. Poi un giorno, in pausa pranzo,eravamo io e l’Alejandra fuori dall’edificio universitario sulla 5th Avenue, davanti all’Empire State Building. Aspettavamo le altre per andare al Chipotle Il fast food messicano. Parlando del più o del meno siamo arrivate a dirci che entrambe eravamo orfane di padre, per lo stesso motivo e dalla stessa (quasi) età. Per me è stato in quel momento ventoso e freddo, che ho riconosciuto nell’Alejandra un’affinità elettiva grande, non tanto per l’esperienza comune vissuta ma per il modo in cui ci andava di raccontarcelo a vicenda,  e da quella consapevolezza è iniziato il mio vero periodo a NY.

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Alejandra è di Quito Ecuador, ma è anche una cittadina del mondo. Conosce gli Stati Uniti molto bene perché ha vissuto a Boston e a San Francisco. Ha vissuto anche a NY ed é stata per me una guida importante, in tutti i sensi. Aveva molti amici a NY e me li ha fatti conoscere tutti. Mi ha accolto nel suo mondo latino, mi ha portato a ballare il regetton e me lo ha fatto perfino piacere! Io l’ho portata a un concerto Jazz al Dizzy Club, al New Museum, all’Armory Show e a mangiare la pizza Da Lombardi a Noho! Nelle nostre passeggiate domenicali o nei giri di shopping del sabato ci parlavamo l’una dell’altra. Delle nostre esperienze fatte fino ai 29 anni, delle nostre famiglie, dei nostri paesi e dei nostri viaggi. Io ero (e sono) una fanatica di Sex and the City e le parlavo del mio viaggio a Parigi di qualche mese prima. Lei a Parigi c’era stata tante volte ed era perfino andata al Plaza Athenée (l’Hotel che ospita Carrie e Petrovsky negli ultimi episodi della serie)  a prendere un tè con sua nonna  quando aveva 9 anni(!). Un po’ per la condizione di totale libertà che stavamo vivendo, un po’ perchè mi sembrava di essere tornata agli anni d’oro e spensierati dell’Università, io e l’Alejandra ci siamo dedicate molto tempo. Quando eravamo in stanza, allo studentato International House, ci telefonavamo per parlare del più e del meno e poi per accordarci sul da farsi di quella giornata o semplicemente per augurarci la buona notte.

Se non fosse per lei e per la sua pazienza non saprei l’inglese e tutti quei vocaboli che mi ha trasmesso.

Prima di finire quell’esperienza newyorkese siamo andate in vacanza insieme in Messico, abbiamo prenotato in completo accordo aerei e hotel e siamo partite. Ho così scoperto che la notte lei dormiva con la copertina di linus, ormai super logorata, ma che tenerezza ragazzi!

In quella vacanza io verso la fine ho preso la così detta “vendetta di Montezuma”, e ricordo come se fosse oggi l’Alejandra che con la sua voce gentile e il sorriso sempre addosso mi rimproverava così:”Te lo sei meritata perchè quando eravamo in cima alla Piramide della Luna tu guardavi il cellulare invece di goderti la spiritualità di quel luogo antico”. True Story.

Poi ci siamo salutate a metà giungo con una gran malinconia e la speranza di rivedersi presto. Ai tempi, senza figli le distanze non sembravano ostacoli. Fino al 2012 ci siamo sentite via mail e via facebook. Ci siamo seguite da lontano e abbiamo continuato a conoscerci con continue sorprese. In quel periodo avevo pubblicato una foto del mio film preferito di quando ero bambina “Parent Trap” (Il Cowboy con il velo da sposa) e lei dopo pochissimo mi scrisse che anche per lei era stato un film mitico della sua infanzia.

Paret_Trap

In questa continua crescita anche a distanza della nostra amicizia non avvertivo in nessun modo la malinconia e non avevo nemmeno bisogno di vedere le nostre foto. Nel frattempo lei si è fidanzata con Martin e insieme hanno progettato di continuare a formarsi  e di venire in Europa.

Nel 2012 sono venuti a studiare a Cambridge UK e a inizio febbraio è venuta a Bologna a trovarmi! Ha fatto con me quello che le vedevo fare quando eravamo a NY con gli amici veri. Dedicare loro del tempo. Abbiamo trascorso 3 giorni insieme, circondate da una neve che a Bologna non avevo mai visto! L’ho portata nei miei luoghi del cuore, nel Chiostro dove ho studiato e ho vissuto prima di conoscerla e dove mi sono laureata. Abbiamo saltato nella neve come due bambine!

 

Due mesi dopo sono andata io a Londra e a Cambridge ed è stato bellissimo. Mi ha portato in giro per quel paese meraviglioso, abbiamo fatto pointing con le canoe e mi ha fatto conoscere le Cambridge Satchel.

Da quel  bellissimo giorno di maggio non l’ho più vista. 

Ogni volta che incontro qualcuno dell’Ecuador gli parlo con il magone e con gli occhi lucidi perchè la sento più vicina che mai.

La nostra amicizia è sempre forte, nonostante la distanza. Entrambe abbiamo deciso (casualmente o elettivamente) di avere un figlio nello stesso periodo, verso la fine del 2013 e ci siamo godute una gravidanza in sintonia e a distanza confrontandosi su stati d’animo, scoperta del sesso del bimbo e condizioni fisiche. Ad aprile 2014 a Bologna è nato Giulio e a Giugno a Quito è nato Jeremias. Il mio sogno è di farli incontrare presto queste due pesti, di vederli giocare insieme e di farli crescere con un ricordo dell’altro. Io e l’Alejandra continuiamo a sentirci, ci scriviamo messaggi con gli stessi contenuti e nelle stesse modulazioni delle nostre telefonate da stanza a stanza a NY. Non è cambiato nulla, ho solo una gran voglia di vederla e di passare un po’ di tempo con lei. Quel giorno arriverà prima o poi.

Vi racconto questa storia perchè da sempre penso che le amicizie siano vere e profonde storie d’amore e come tali vadano coltivate costantemente. Bisogna solo trovare il modo più personale e giusto per farlo. E bisogna crederci tantissimo. 

Happy Birthday Ale. 

Trovate le altre mie “storie di amicizie vere” qui e qui

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I met my friend Alejandra the day of her birthday. March 2 2008, my third day in NYC living the adventure that change my life forever. I remember perfectly the very first moment: at the Centre for Philanthropy’s class we were all there beside Alejandra.

Someone said something that I didn’t catch completely (becouse of my rough English). What I heard was that Alejandra had an issue to solve but she was on her way to school. 

Then she came. On tiptoe.

She was skinny, higher than me, brown hair, bright in her face, gently smiling. She was wearing a beige wool sweater.

The following day I don’t remember catching up with her. I was excited, speaking with everyone amazed of sharing thoughts with new people, new friends.

But I remember a day, in which Alejandra and I were outside the Centre building, waiting for other girls for haing lunch at the Mexican Restaurant. We were randomly talking and we end sharing our own sad experience: both of us without our father anymore. For the same reason and since the same age.

To me that was the moment in which I understood the deep elective connection I had with Alejandra. Not only because of the experience we had, but for the way and the willing of sharing it to each other. From that day I really started living my NY experience. 

Alejandra is from Quito, Ecuador, but she is a world citizen. 😀 She lived in United States for several years and she introduced me to NY and to her firends. She introduced me in her latin life, bringing me to dance regetton and made me to even appreciate it. I brought her to a jazz concert, to the Armory Show, to eat Pizza at Lombardi’s. On our sunday walks or on our saturday shopping tours we got to know each other better. Talking about our life experiences, our families, our countries.

I was (and still am) a psycho about Sex and the City and she has been to have tea to Plaza Athenee in Paris (the Hotel in which Carrie Bradshaw and Petrovsky stay) when she was 9 (!)

Alejandra and I dedicated a lot of time to each other. When we were in our separate rooms at the International House, we got in contact by phone chatting about everything or simply wishing good night.

I have to thank Alejandra, and her strong strong patience, if today I know English and a lot of words. 

Before ending our stay in NY we went to Mexico for a little Holiday. It was there that I discover that Alejandra had a blanket to sleep with. How sweet!

At the end of that trip I got stomack sick. I rememebr how it was yesterday Alejandra saying to me with her sweet voice: ” I know why you got this, because when we were at the top of Piramide de Luna you were looking at your cell and not enjoying the spiritual moment!”

True Story.

On June 12 we said goodbye to each other in a very hot NY weather.  At that time without children distances seemed to me less far. Until 2012 we keep writing each other. We keep knowing each other. I remember posting a picture of my favourite movie “Parent Trap” and I rememeber receiving a message from her saying that she loved that movie too.

We kept growing together even in distance and I was happy and not malinchonic about this.

At that time she got engaged to Martin and they planned together to having a Master in Europe.

On 2012 they went to Cambridge UK and at the beginning of february she came to Bologna. She did to me what she did to her friends form Ecuador when she was in NYC: sharing time and memories. 

We spent 3 days in my city surrounded by snow. I brought her to my happy places and we jump into the snow as kids do.

Two months later I went to London and Cambridge and it has been beautiful.

She brought me everywhere in Cambridge, doying typical things like pointing and eating breakfast and she introduced me to the Cambridge Satchel bags.

Since May 1 2012 I never met her again.

Every time I met someone from Ecuador I feel her closer to me. 

Our friendship is always strong. Both decided to have kids thus we got pregnant in 2013 and we shared our thoughts. In April 2014 in Bologna Giulio was Born and on June 23 in Quito Jeremias arrived. 

I dream about these two meeting one day. Play together and seeing them growing rememebering each other.  

Alejandra and I keep writing each other, we text each other in the same close and direct way we were calling each other when in our rooms at International School. Nothig has changed I only want to meet her badly and soon. 

I share on this blog our story because I believe that friendship relationships are true love story and we have to work on keeping them on fire constantly. We just have to find the most personal and right way to do it. And we have to deeply believe on them.

Happy Birthday Ale! 

 

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