memories-picture-quotes0

Sono affascinata e spaventata dal trascorrere del tempo quando la percezione dello stesso e del suo passare è dilatata. Alterata.

Ci sono giorni che sembrano lunghissimi, settimane che sembrano anni e poi ci sono mesi che volano via. Ci sono eventi che segnano queste cadenze incongrue e quegli eventi di solito non si dimenticano facilmente. A distanza di mesi, di anni ritornano a galla e ti riportano immediatamente a quel giorno. Rivedi la stessa luce di quei momenti, ritrovi le stesse facce, ascolti gli stessi rumori.

Sono certa che ci siano studi che spiegano il perchè di questi nitidi flashback.

Forse devono essere chiamati traumi, e va considerato così sia per ricordi positivi sia per ricordi negativi. 

L’anno scorso, oggi, 9 febbraio, ho avuto il primo trauma alle 8 di mattina: ho ricevuto una telefonata che mi chiedeva di tornare a casa, a Cesenatico.

Il secondo trauma l’ho avuto alle 8.30 quando pulendo il vetro della macchina dal ghiaccio e dalla neve che era caduta qualche giorno prima, sono scivolata e sono caduta sbattendo la gamba. Mi si è formato un ematoma che a distanza di un anno è ancora lì. E sono contenta che ci sia. Non fa male e c’è.

ll terzo trauma è durato una giornata intera, in balia di eventi inevitabili e di colloqui con medici che erano anche amici e che ho ringraziato che fossero lì. Sono i medici che si occupano di cure palliative, così rifiutate, ma così importanti.

Un anno fa oggi, mia zia smetteva di parlare, di raccontarci storie di probabile guarigione. Qualcosa di più crudele ha deciso così. 

E’ passato un anno, son successe tante cose, ma quei tanti traumi mi fanno ricordare tutto di quel giorno. La luce, i rumori, le parole, le facce. Qualche abbraccio. 

In questo anno ho trovato molti modi per ricordare. Guardare una foto appesa in un angolo del mio armadio, parlare a Giulio della Zia Annamaria, parlare a lei, piantare una pianta che vado a trovare sempre, toccare la pianta a volte delicatamente a volte con forza, stare con la sua famiglia e provare a fare quello che avrebbe fatto lei: feste a sorpresa per suo figlio 18enne, insistere perchè il 18enne faccia i compiti e provare a comunicare con il figlio 37enne, con un carattere diverso, ma aperto all’ascolto. 

E poi c’è chi, in quest’anno ha deciso di aiutarmi in questo viaggio di costruzione di un ricordo facendomi un regalo inaspettato. Un regalo che per me significa continuazione, a modo suo, della vita e di quel nome.

La mia amica Annalisa è un’artista. Se nel suo laboratorio Svista Decorazioni qualche cliente le commissiona un lavoro, quel lavoro ha un senso solo se c’è una storia che lo caratterizza.

Glicine2

Glicine 3

E’ così che a Milano in casa di persone che non conoscerò mai, ci sono tre pannelli che rappresentano un glicine particolare, il nostro, e il progetto grafico si chiama Anna.Ma.Ria.

Glicine_1

Grazie al mio post su questo blog Annalisa ha avuto l’idea di rappresentare proprio quel glicine che “è un glicine molto giovane nato per segnare un nuovo inizio.”

Glicine 4Glicine_5

Chi se lo sarebbe aspettato un regalo del genere? Un pensiero che addolcisce il ricordo, mi dà speranza e alleggerisce il dolore? Un pensiero che mi rende veramente felice? 

Auguro a tutti di trovare il proprio modo per ricordare. Dolce o amaro che sia. I ricordi ci permettono di dare più valore alla nostra vita e di onorare la vita degli altri, anche di chi non c’è più.  

 

 

Advertisements