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Ieri mentre ero in macchina di ritorno da una mini vacanza in Trentino mi è venuta voglia di scrivere un post per riassumere il 2015 pensando, soprattutto, a quanto mi avesse fatto bene scrivere il post dell’anno scorso in cui a ritroso catalogavo gli eventi del 2014 in base ai picchi e ai down di felicità. E condividere i miei pensieri con voi, che mi leggete, mi fa ancora meglio per cui continuo a farlo.

Il 2015 è stato un anno medio. Se dovessi inserirlo nella classifica degli anni migliori della mia vita, non finirebbe di sicuro ai primi posti. Se dovessi classificarlo fra gli anni in cui ho imparato molto e ho riflettuto molto allora finirebbe molto in alto. Quasi al primo posto se non ci fosse quel lontano 1997, anno in cui ho preso la patente di guida, il giorno tutt’ora più felice della mia vita perchè mi ha fatto conoscere la parte determinata di me. 😀

Nel 2015 ho imparato:

  1. Che è difficile gestire i lutti importanti se hai un bambino piccolo a cui non vuoi far assorbire molto, ma che grazie a quel bambino piccolo a cui fai vedere le foto di chi non c’è più il dolore è meno freddo. Ho imparato a trovare nuovi modi per ricordare e a spiegare e a spiegarmi la morte come un arrivederci, sperando che loro ti vedano sempre e che tu li rincontrerai con grande calma;
  2. Che avere atteggiamenti rigidi non serve a niente a meno che tu non voglia il peggio per te stessa;
  3. Che viaggiare si può anche con un bambino. Che è più faticoso, ma che il relax è comunque assicurato
  4. Che avere un’amica a Parigi, dopo che per tanti anni è stata al di là dell’Atlantico, è come averla a due passi da casa e speri che prima o poi arrivi a vivere al piano di sotto. 
  5. Che il lavoro devi considerarlo tale solo se ti fa anche appassionare e imparare molto, e che devi trovare tu il modo perchè questo accada
  6. Che la famiglia è importante, ma spesso se c’è perpetrante negatività è meglio prendere le distanze per il bene di tutti. E che considerare famiglia anche due gattoni pelosi è assolutamente lecito.
  7. Che fra le passioni di una persona ci può essere quella di voler dedicare tanto tempo a scrivere sul blog e a interagire con chi legge, stringendo nuove amicizie
  8. Che i triptani sono farmaci forti, ma che per gli emicranici come me sono la pillola magica della qualità della vita
  9. Che festeggiare 10 anni trascorsi con una persona che ami è doveroso per costituire un altro punto di partenza
  10. Che avere un figlio è un “mai più senza” e che è un percorso ad ostacoli che prima di saltarli sono immensi, ma una volta superati ti sembrano ridicoli. Un percorso per tutti fra l’altro. Non solo per lui che inizia a parlare, a fare  bravate ed esperienze che gli stanno formando il carattere, e credetemi, è un carattere di una persona generosa e determinata che merita il meglio da questa vita e da questo mondo; ma un percorso anche per noi genitori che ci confrontiamo giornalmente su come educhiamo, come ci innervosiamo, cosa gli trasmettiamo e cambiamo continuamente dove possibile farlo.

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Nel 2015 ho imparato che in tutti i momenti di stanchezza, frustrazione, rabbia quello che devo fare è (yoga, tanto) e tornare a casa dove ci sarà un bambino che attraversa il suo secondo anno di vita strappandoti una risata fortissima, anche quando non ti sembra proprio possibile.

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Non so come sarà il 2016 e non voglio credere agli oroscopi che mi danno per spacciata nei primi sei mesi dell’anno.

Non ho particolari progetti se non di mettere in pratica tutto quello che ho imparato, di imparare qualcosa di nuovo,  imparare a rilassarmi magari leggendo di più e facendo giardinaggio nelle giornate di sole.

Buon anno a tutti voi che mi leggete! 

un abbraccio e grazie di tutto.

 

 

 

 

 

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