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21 maggio 2015

Giulio Dorme. Di fianco a noi. In mezzo a noi. Sono le 6 di mattina e io sono sveglia girata da un lato che scrivo nelle note del mio telefono. Potrei alzarmi a fare un sacco di cose, ma anche no. Questa notte si è svegliato più volte, io sono reduce da una influenzina spossante e alle 3.50 di mattina l’ho preso e portato con noi. Prima di farlo avviso Steppi ” Ste questa volta lo porto di qua eh?”. Lui è più teutonico di me e vorrebbe lasciarlo nella sua stanza a piangere. Ma se lui piange io non dormo beata come forse mio marito riuscirebbe a fare. Quindi ogni tanto finisce con noi. Vedremo le conseguenze, ma a dire il vero io con lui non ci sono mai tutto il giorno e la sera me lo godo tra sì e no 3 ore. Quindi sentire i suoi piedini puntati nella mia schiena è un misto di sadismo e morbosità in un cui mi crogiolo abbastanza.

Voglio segnarmi per ricordarmelo che i giorni di influenza sono difficilissimi quando hai un figlio. Non riesci a fare molto altro che stare a letto, ma ti senti in colpa perchè lui ti sorride e tu fai fatica a ricambiare in modo convincente. In più stargli dietro anche solo un pochino, ti fa perdere  quelle due tacche di energia che ti restano. Help. Fino a tre giorni fa stavo progettando un mini viaggio a Parigi a trovare una mia cara amica io e Giulio. Bene in questi giorni con il cerchio alla testa la pensavo come un’impresa epica. Questa mattina già la vedo diversamente e credo che prenoterò.  Ho troppa voglia di andare a Parigi e di stare un po’ con la mia amica con calma. E mi sto accorgendo che un figlio ti pone dei limiti giusti, solo nel senso che ti fa concentrare veramente e seriamente su quello che vuoi assolutamente (evviva gli avverbi) fare.

Buon risveglio a tutti.

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