07-IMG_2075Siamo appena tornati da un week end lungo a Copenhagen. Io dovevo andare4 giorni per lavoro per e abbiamo deciso di andare tutti (gatti esclusi) in Danimarca. E abbiamo fatto bene Sono stati quattro giorni belli, soprattutto per vedere come si comporta Giulio in viaggio, se gli piace o se lo stressa. Bene, abbiamo visto che gli piace. Complice un marito super sul pezzo che, senza remore, gli ha fatto passare giornate in giro in esplorazione, ma nel pieno rispetto dei ritmi che un bambino di 13 mesi ha: 

merenda di metà mattina, pisolino mattuttino, pranzo, sonnellino e merenda pomeridiana. Ancora uno sbattimento notevole, ma siamo fortunati perchè Giulio mangia (poco), ma piuttosto bene le nostre cose nei ristoranti.

Come sempre ho deciso di viaggiare il più leggeri possibile, prendendo su poche cose e accessori:

1. il passeggino preso apposta per viaggiare, il Baby Jogger City Mini Zip (niente marsupio)

2. il biberon per il latte della mattina e per l’acqua,

3.il vasino da viaggio (un acquisto recente da Prenatal, perfetto)

4. Qualche omogeneizzato della Hipp per frutta, merenda e pasti completi (da usare soprattutto per le giornate in cui eravamo in viaggio e i tempi erano limitati per cercare il posto con i cipi giusti)

5. Quattro/cinque cambi in tutto prediligendo un abbigliamento a cipolla (era freddissimo e come giacca per Giulio avevo solo l’impermeabile arghhh!)

6. Qualche giochino leggero per intrattenerlo a tavola (lo so non è molto educativo, ma bisogna avere delle ancore di salvezza eh??)

7. Due librini (quello che utilizzo per la lettura notturna e il suo preferito di sempre)

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Gli ultimi due li ho portati a scopo cautelativo, perchè in realtà ho visto che ogni posto nuovo è un bell’intrattenimento di per sè per i bimbi curiosi e ogni cosa è una scoperta.

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Copenhagen è a misura di bambino in tutto, non ci sono barriere architettoniche, con il passeggino si va ovunque, parchi belli, ristoranti (quasi) tutti baby friendly e, come tutte le città del nord Europa, molto molto tranquilla, vivibile e antistress.

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E’ anche la città più cara del mondo secondo me, e secondo altri italiani che erano con me alla conferenza, ma non è il momento per fare i tirchi… o forse anche si. Insomma un consiglio che dò a chi va in Danimarca  in vacanza è quello di pianificare per tempo un po’ di cose, in particolare hotel e ristoranti. Magari fatevi una lista di un paio di ristoranti per quartiere o città (se la città è piccolina) utilizzando tripadvisor e anche questo sito qui che io ho trovato molto utile.

Anche se nei menù non è indicato, di solito i ristoranti hanno dei piatti per bambini o comunque vale la pena chiedere ai camerieri cosa suggeriscono di prendere per bimbi, in modo che ci possano indicare dei piatti del menù che non hanno troppi condimenti o spezie o possono far preparare qualcosa ad hoc. Non abbiamo avuto problemi se non che un piatto per bebè comunque costa sui 15 euro, ecco.

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Quando ho potuto unirmi anche io a loro abbiamo fatto dei giretti in centro, nel famoso Stroget (la via di negozi più lunga d’Europa) e in qualche tempio dello shopping, soprattutto per la casa. Sono banalissima lo so, ma il design nordico è fighissimo. Io sono innamorata di Muuto design e ho provato anche ad andare nel loro show room a Copenhagen, ma erano le 18 di pomeriggio e tutti i dipendenti probabilmente erano a far l’aperitivo somewhere.

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Abbiamo anche fatto una puntatina al porto canale Nyhavn anche per vedere da fuori il ristorante stellato più famoso al mondo: il Noma.

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Quando i due maschi di casa erano soli sono stati al Giardino Botanico e in vari parchi giochi. In linea di massima abbiamo sempre cercato di far fare a Giulio uno dei due pisolini in stanza per farlo riposare meglio. Una scelta saggia.

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I viaggi in aereo sono andati bene, ma al ritorno abbiamo dovuto fare un cambio e Giulio non ha dormito in nessuno dei due voli. E’ stato bravino, ma ogni tanto si stancava di stare seduto e fermo e piagnucolava. Non è un problema per me, ma ancora non sono tranquilla sulla reazione degli altri e sul fatto che possiamo infastidirli…In effetti mi sono detta che tutti siamo stati bambini e magari siamo stati così anche noi. Forse val la pena ricordarlo a chi ci guarda storto.

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All’aeroporto di Francoforte abbiamo scoperto il play ground con la P maiuscola con aereo a misura di bambino…ciao!

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La mia esperienza è che viaggiare con i bambini così piccoli è abbastanza facile e naturale. Le sere sono off-limits da un certo orario in poi, ma alla fine distraendolo un po’ si può stare fuori anche fino alle 10 di sera. Credo sia opportuno dirgli che si tratta di un’eccezione però. Anche se sembra non capire qualcosa in testa gli entrerà.

Non vedo l’ora di farmi un altro week end in giro per l’Italia o l’Europa aspettando prima o poi di andare Overseas.

Stay tuned.

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