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Buon anno a tutti. Nei giorni scorsi sono stata un po’ sconnessa con il mondo in quanto impegnata in una breve ma perfetta vacanza in Val D’Aosta. Su questo viaggio e su come portare i bimbi sulla neve farò un post dedicato, in quanto mi va di soffermarmi oggi su un bilancio del 2014. Credo che scrivere possa aiutare a mettere a fuoco meglio gli eventi e a dargli una giusta valutazione.

Ho deciso di scrivere questo post perchè leggendo su facebook gli auguri e i bilanci di altre persone, in particolare neo mamme come me, mi sono sentita diversa e un po’ in deficit di momenti veramente felici che invece sembrano essere stati copiosi per gli altri. E sono contentissima per loro s’intende.

Quindi un po’ di riflessioni sul mio 2014:

– I primi tre mesi sono stati raggianti. Ero incintissima, in dirittura d’arrivo, lavoravo molto e bene, avevo un’energia assurda, ci siamo concessi un week end romano spaventosamente bello e avevo un obiettivo nel brevissimo termine: conoscere Giulio e iniziare una nuova vita a tre (anzi a 5 con i micioni).

– Ad aprile è nato Giulio (l’11 alle 16.38). Un parto che ricordo senza drammi, un fulmine di gioia, felicità simile a scariche continue di adrenalina. Niente lacrime per me (basta il papà a commuoversi), gran sorrisi e voglia di condividere tutto con tutti.

– Poi è iniziato l’a.g. (After Giulio) che va spacchettato in più fasi.

1. La prima fase (i primi due/tre mesi): Ho iniziato a capire tutti quegli avvertimenti (minacce??!) di chi mi diceva: “tu non hai idea di cosa sarà dopo”. Ho iniziato a capire chi mi diceva “Quegli esserini che dipendono in tutto e per tutto da te”, 24h su 24 7 giorni su 7. E parlando sinceramente, sempre sperando di trovare qualcun’altra che ha vissuto queste cose per non sentirmi completamente pazza, non è stato un periodo felice. Un periodo di scoperte di te stessa, dei tuoi limiti, delle debolezze e dei pochi punti di forza. Un periodo in cui difficilmente pensi ad altro oltre al timing per le poppate, all’accudimento di tuo figlio a sperare di dormire per ricaricarti un po’ e dare quelle energie a lui.

2. La seconda fase (dal 2 mese e mezzo al 5 avanzato): Ho iniziato ad avere la situazione più governabile (impossibile averla in pugno per i prossimi 30 anni direi). Io e Giulio ci siamo conosciuti meglio, capiti un bel po’ e con alti e bassi ci siamo traghettati lungo un’estate un po’ piovosa. Siamo stati al mare circondati da nonna, zie e cugini che ci hanno dato una mano graditissima. Abbiamo fatto il primo viaggio a tre itinerante in Olanda di cui ho parlato qui e qui. Ho riprovato un po’ di spensieratezza e qualche puntina di felicità (soprattutto nelle mattinate in spiaggia con il venticello e un cielo bellissimo anche quando era grigino). Ho iniziato a godermi Giulio e a compiacermi di essere mamma. Ho iniziato a notare anche il mondo intorno a me e a rendermi conto che certe amicizie, nel frattempo, si erano fatte di nebbia (modo di dire tipico della pianura padana).

3. La terza fase (dal 6 mese a fine 2014): faticosissima perchè ho iniziato a lavorare e ad incastrare tutto, ma molto bella. Ho ritrovato quella parte di me che mi piaceva e l’ho riportata in ufficio, ho dedicato tutte le energie a Giulio che nel frattempo è diventato super interattivo e più volte mi ha strappato una grassa risata. Abbiamo iniziato a divertirci insieme tutti e tre e a capire cosa succederà più avanti a livello di interazione e di coinvolgimento. Anche in questa fase un po’ di alti e bassi, ma in definitiva molto equilibrio. Il 2014 è finito con Giulio che non dormiva, io che ho rischiato di soccombere sotto un mal di testa feroce, pensando prima di chiudere gli occhi che non stavo provando esattamente un momento di felicità.

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Cosa mi ha insegnato questo anno? Che un figlio dà livelli di felicità diversi a seconda di che persona sei. Io non sarò mai una di quelle che dirà che sin da subito è stato stupendo, bellissimo, entusiasmante. Dico che vale certamente la pena. Che è bello sapere che non si torna più indietro perchè non vuoi proprio tornare indietro, anzi non vedi l’ora di andare avanti per vedere il cambiamento. Ecco cosa ho imparato anche nel 2014: che il cambiamento è diventata una costante e che è bello viverci in mezzo. Non tutti i cambiamenti sono piacevoli o soprattutto facili, ma affrontarli con tutta l’energia che hai, può essere la strada giusta. Colgo quindi l’augurio di una mamma/amica che ho conosciuto quest’anno che con un favoloso e costante sorriso sulle labbra sta crescendo due figli e nel suo bilancio di fine anno augura a tutti di avere il Vento in Poppa. E’ proprio così che deve essere per tutti: navigare con le incognite del caso, ma sapere che in parte il vento in poppa ce lo mettiamo noi con i nostri comportamenti e le nostre energie.

vento in poppa

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