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A 17 anni ho smesso di fare l’albero di Natale a casa mia. Una sorta di rassegnazione: il Natale non lo sentivo più dall’anno in cui se ne è andato mio babbo che mi aveva trasmesso lo spirito giusto. Per 5 anni mi sono ostinata a fare l’albero, utilizzando ossessivamente e istericamente lo stesso che aveva comprato lui, sgangherato, con i rami quasi tutti “scotchati” e le palline multicolor. Con tranquilla rassegnazione ho sempre pensato ” quando avrò una famiglia mia l’albero ritornerà”. Anno dopo anno ad ogni natale l’assenza di addobbi è sempre stata meno evidente e meno pesante. Dopo il matrimonio non è cambiato nulla. L’anno scorso ero incinta e ho avuto la necessità di addobbare il cactus. Un minuscolo contributo all’umanità, ma un enorme passo avanti per me.

Cactus

Quest’anno con Giulietti che a 8 mesi non sa ancora nulla di nulla, puntuale come un orologio svizzero e in linea con le mie previsioni di adolescente, l’albero di natale è tornato. E con lui uno spirito natalizio che forse non ho mai avuto prima. Ah il potere della famiglia. E’ vero che i bambini ti rincoglioniscono totalmente. Ammiro tantissimo le mie amiche mamme che stanno resistendo con stoica dignità al cambiamento. Io ci sono caduta dentro come Peppa Pig sguazza nelle pozzanghere.
Felice e sconcertata di come si possa cambiare in un batter d’occhio.

Buon Natale a tutti e in particolare a chi resiste al cambiamento.

Un po’ di foto dell’albero. Decorazioni comprate da Il Giardino Bonoli di cesenatico, alcune a Leroy Merlin, da Tiger a Bologna e altre da Coin.

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Un po’ di foto dell’alberello.

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