foto (1)

Negli ultimi due numeri della rivista Uppa un pediatra per amico è pubblicata un’interessante corrispondenza fra una mamma che vuole smettere di lavorare per dedicarsi a tempo pieno a suo figlio e un pediatra che elenca tutti i vantaggi e soprattutto gli svantaggi (per lei e per il figlio) di questa scelta. Credo che la tentazione di mollare tutto e dedicarsi solo ai figli succeda a tutte. Io a ridosso del mio rientro al lavoro mi maledicevo per non aver sposato un miliardario e per non poter scegliere di restare a casa con Giulio full time. Probabilmente questa reazione fa parte dell’alienazione da te e dal mondo che i bambini ti provocano, per forza di cose, soprattutto nei primi mesi. Sembra già difficilissimo stare dietro a un figlio, alla casa, alla famiglia (sebbene sia chiaro che il padre in quest’avventura si immola quanto te, e se non lo fa è bene insegnargli qualcosina), che l’idea di infilarci in mezzo 6/8 ore di lavoro sembra un’utopia.

In effetti è proprio complesso gestire il tutto. Ne ho le prove. Ma a distanza di due mesi dal mio rientro in ufficio, con le ansie, le imprecazioni e qualche piantino di stanchezza e isteria (che non ci facciamo mai mancare), è arrivata anche un po’ di riappropriazione di me stessa come donna e non solo come mamma.

E mi sono accorta di essere molto meglio anche come mamma con Giulio. Ho più energie, più slancio e capisco molto bene chi mi ha sempre detto che non conta molto la quantità del tempo che si dedica al figlio, ma la qualità di questo. E la qualità di questo tempo è tanto meglio, aggiungo io, se a darla è un genitore (mamma e babbo) che cerca di mantenere un equilibrio con le attività che lo hanno caratterizzato fino ad oggi. L’altro giorno ad esempio sono tornata a Milano. L’ultima volta che c’ero andata era b.g. (Before Giulio) per il corso in Bocconi. E’ una città che ho frequentato per un week end al mese per circa un anno e mezzo, che non conosco tanto bene, ma che mi piace troppo. E’ una città che, per il corso che ho fatto e le persone che ho incontrato mi ha arricchita. Mi ha cambiato anche il look più volte, visto che avevo deciso comodamente di trovare il parrucchiere lì ( che consiglio a tutti: GUM Salon n.d.r.). Il fatto di non poterci andare dopo la nascita di Giulietto mi ha infastidito un po’.

foto 1

pausa pranzo milanese

foto 3

Brera

Ecco è proprio questo: man mano che faccio certe cose, ritorno in certi posti e rivedo certe persone, sento come se un altro tassello della mia vita stia tornando al suo posto, che è un posto migliore perchè nella mia vita c’è una persona meravigliosa che prima non c’era. E’ una bella sensazione, che so di trasmettere a Giulio in qualche modo e spero che possa riappacificare gli animi di quelle neo mamme che ancora alle prese con i primi difficili mesi, pensano quanto sia difficile incastrare tutto e anche loro si chiedono perchè non sono riuscite a sposare un miliardario.

Advertisements