Subsonica_Palco

L’altra sera sono andata al concerto dei Subsonica. detta così è una notizia normale, anzi noiosa. E’ che con un bambino di 7 mesi uscire la sera per fare una cosa giovane ti sembra un evento straordinario, o semplicemente strano.

Sono stata intercettata da un’amica cui amica aveva dato il pacco. In alternativa non mi sarebbe venuto in mente per niente di andare al concerto.
E invece è stata una bellissima serata e un’occasione di introspezione favolosa.
I subsonica sono stati il mio gruppo preferito una vita fa. Andavo a circa 4/5 concerti l’anno, a volte anche di più. Ai tempi guardavo stupita Samuel e Boosta che alla fine di ogni concerto si concedevano con baci e “limonate dure” alle fan che volevano ammortizzare ancora di più il costo del biglietto. E’ passata una vita per me, ma anche per loro dai. Io sono mamma loro non so, ma di certo hanno costruito qualcosa nella loro vita privata. Si avverte anche dai testi delle loro canzoni. Una volta erano incazzati sociali (come me) ora sono più malinconici (come me).
Io mi sentivo strana, un po’ mozzata ad essere li.
Non che io sia una di quelle tipe che esce solo con il proprio fidanzato, marito, famiglia, anzi. Ho sempre guardato con grandissima tristezza quelle donne che si scatenano come pazze solo l’8 marzo. E’ solo che mi sono ricordata che a quei concerti di una vita fa, io sapevo tutte le canzoni a memoria e le indovinavo alla prima nota.
L’altra sera al concerto, accantonata l’idea di riconoscere le canzoni, soprattutto quelle nuove, mi sono concentrata invece a trovare velocemente qualcosa di familiare attorno a me. Guardavo con occhi a cuore i genitori che accompagnavano i propri figli di nemmeno 10 anni, fan scatenati, visto che conoscevano tutte le canzoni. Guardavo Samuel e invece di notare la solita figanza che lo contraddistingue pensavo quanto assomigli a un mio amico che, come me, ama viaggiare e che adesso, come me, lo fa meno visto che ha un pupo di 1 anno e mezzo. Guardavo Boosta, che figo è figo sempre e balla da urlo, e anche lui lo associavo a un altro amico. Riconoscevo nel Ninja (si fa chiamare ancora così? boh) il batterista, ancora una volta mio marito Steppi (visto che anche lui è ingegnere informatico e batterista e occhialuto).
Insomma a dire il vero è stato un misto di allucinazioni ed esperienza antropologica. Ditemi che non capita solo a me.
Adesso non vedo l’ora di riandare a un concerto e in futuro fare come quei genitori che portano i loro bimbetti facendogli fare un’esperienza che ricorderanno negli anni e che gli servirà a costruire quel famoso imprinting che tutti noi abbiamo avuto dai genitori probabilmente in modalità super random.
A parte il lungo excursus sul mio viaggio personale posso dirvi che è stato un bellissimo concerto, scenografia molto molto figa, qualche elemento culturale e citazioni interessanti e tanta voglia di ballare.
Le foto sono della serata a Bologna e le prese dalla pagina dei Subsonica su Google +
 Samuel_1 Samuel Boosta Ninja Sub_Palco Subsonica
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