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Su D di Repubblica della settimana scorsa c’è un articolo sull’ossitocina. Posso dire di conoscere quell’ormone.

Qui dicono che è quello della felicità.

A me l’hanno dato in dosi massicce per indurmi il parto, di cui, nonostante questo, ho un bel ricordo. La felicità c’era dai. Assieme a una botta di adrenalina che è iniziata a parto concluso ed è durata due giorni. Poi la tragedia del baby blues, ma non ne vogliamo parlare.

Ad ogni modo questo ormone è fondamentale durante la maternità e viene solleticato ogni volta che il bambino si attacca al seno. Considerando tutti i pianti che mi sono fatta (e che gli altri attorno a me hanno subito) per colpa di un allattamento che è partito come un diesel ed ha continuato ad esserci, ma funzionando come un camper di 30 anni di vita, sto pensando che forse quell’ossitocina prodotta è stata accantonata somewhere nel mio organismo. Prima o poi esploderò di felicità quindi. Ad ogni modo l’ossitocina viene prodotta assai anche durante l’atto sessuale. Sapevatelo. Organizzatevi di conseguenza.

Anyway. Se sei single e se non hai figli non disperarti: uno studioso americano sostiene che ci siano altri modi simpatici per produrre l’ossitocina nelle dosi massicce di cui questa società triste necessita.

Le elenco e fra parentesi le commento:

1. Sostituire le strette di mano con gli abbracci anche con sconosciuti. (penso alle dinamiche impostate da ufficio, o a chi puzza e lo senti da un metro di distanza, a chi è sudato e già eviteresti di stringergli la mano, oppure se incontri un fobico sociale e tu provando ad abbracciarlo gli inneschi una reazione psycho, ecc.)

2. Guardare un film lacrimevole (si può fare, maternità a parte e poco tempo a disposizione per vedere film, ma l’autunno concilia tantissimo questa attività da divano)

3. Andare a un concerto, cantare in coro per i più disinibiti spingersi addirittura al karaoke. (Tutte le volte che sono stata a un concerto sono uscita carica come una molla e in un good mood per giorni. Addirittura anni fa sono tornata da un concerto di Vinicio Capossela e con le mie compagne di macchina ho cantato a squarcia gola: doppietta. Sul karaoke non mi pronuncio)

4. Ballare, Ballare, Ballare per sentirsi più vicini agli altri (con Ste abbiamo fatto un corso di tango e stavamo per mollarci visto la poca sintonia. Però ricordo molto bene la gioia delle serate in discoteca, passate in pista, senza stancarsi, con le amiche)

5. Lanciarsi in qualunque attività elettrizzante: vivere pericolosamente è quello che cementa l’amicizia tra i poliziotti (boh qui proprio non ho nulla da dire, volevo fare il bungee jumping ma non l’ho mai fatto. Ora sono mamma e non mi sento di rischiare così…mi priverò di quella dose doppia di ossitocina)

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