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Fra meno di una settimana torno in ufficio dopo 6 mesi di maternità. C’è chi mi dice che sbaglio, c’è chi mi dice e conferma che una volta iniziata la routine e la gestione di Giulio, in realtà starò da re, c’è chi non dice nulla e ci sono i miei sensi di colpa che sono lì e che dicono un sacco di cose. Ma c’è chi mi dice che quelli ci saranno sempre anche quando Giulio avrà 30 anni probabilmente. Allora pazienza, ce li teniamo.

E’ che ancora un pupino di 6 mesi mi sembra piccolo da lasciare e con ritmi un po’ da capire e da gestire. Probabilmente i nonni ce la faranno meglio di me, ma il mio delirio di onnipotenza mi fa pensare il contrario. Poi pensi a chi, i figli, li ha dovuti lasciare molto prima e un po’ ti quieti.

Questi sei mesi di maternità non sono stati facili, a tratti poco sereni, molto ansiosi, abbastanza isterici. Tornassi indietro farei quasi tutto di nuovo, ma cambierei qualcosina. Chissenefrega se a volte un bimbo non dorme, non mangia, non prende 20 grammi in un giorno. Ma io lì per lì, alla prima esperienza di mamma 35enne non me la sono sentita di fregarmene e un po’ di bile l’ho versata. Per sedimentare un po’ le cose ho iniziato a scrivere qualche nota mentre Giulio dormiva, come ora. Veramente rari quei momenti, ma certamente proficui.

Pubblicherò un po’ di quei pensieri qui, sperando che nessun psicanalista, psicologo, psichiatra li legga e decida di contattarmi per mitigare lo stato quasi depressivo che un po’ potrebbe emergere. Vedendo i blog di altre mamme super cool e super sul pezzo mi sembra di capire che il mercato sia saturo per un’altra super mamma allegra. Meglio invadere quello dei depressi allora. Un po’ cronici magari.

Qualche mese fa in un momento “up” e fatalista ho detto a una mia amica mamma: “dai, navighiamo a vista” e lei mi ha risposto: “beh, quello sempre”.  Mettiamoci il cuore in pace, rassegniamoci ai nostri alti e bassi e vediamoli crescere e farci stupire allora questi pupattoli. In fondo in questo blog si deve parlare di sopravvivenza e di felicità no?

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