The  2°world day of Happiness

Anche quest’anno in giro per il mondo si sta festeggiando – più o meno – la giornata mondiale della felicità.
Dico più o meno perchè non vedo grosse manifestazioni di giubilo, nemmeno sui social network. Va un po’ potenziata a mio avviso. Ma non per questioni di marketing. Ma perchè dedicare anche solo un minuto di questa giornata a pensare a cosa vuol dire essere felici e magari provare a dare un significato personale alla parola felicità, secondo me può fare proprio bene.

Io quest’anno vinco facile, perchè sono incinta al nono mese, ho l’emozione dell’incognita che sarà, ho un marito che sta preparando la stanzetta e ho l’ormone che gira a palla, e felice lo sono davvero, almeno per qualche minuto al giorno.
Poi meglio non esagerare e mantenere un certo equilibrio.

Però è un po’ di anni che la parola felicità c’è nel mio limitato dizionario dei sentimenti.
Non so dire come ci sia entrata esattamente, o forse, se proprio ci penso, so che c’è entrata prepotentemente 6 anni fa in quel di New York, e poi non se n’è più andata, ritrovandola
nella spensieratezza di una passeggiata, in una guida in autostrada cantando a voce alta, sotto una doccia che vorresti durasse un bel po’, in un progetto di lavoro che ti entusiasma, all’uscita del cinema se hai visto un bel film, ecc. ecc.

In questa giornata della felicità auguro a tutti e anche a me di provarci sempre a cercarlo quel minutino di felicità al giorno perchè, secondo me, ne vale davvero la pena.

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