Travelling Social

Su D di Repubblica, rivista abbastanza cool e alla portata dei comuni borghesi, la scorsa settimana è stata pubblicata un’apologia degli Ostelli.

A quanto pare in giro per il mondo, nei paesi in cui c’è sicuramente un po’ più di fermento (USA, Brasile, Cina, Messico, Finlandia) stanno emergendo degli ostelli che assomigliano ai più chic Boutique Hotel che io personalmente adoro.

Ieri di buona lena ho guardato tutte le pagine web degli ostelli consigliati e sono crollata sulla pagina prezzi.
Una media per notte per camera di 200 euro.

Non è la mia concezione di Ostello.

Fino a qualche anno fa non amavo particolarmente gli ostelli, e ancora oggi se viaggio in coppia non li scelgo. Tuttavia nell’ultimo viaggio negli States (2010 sob!) sia a Boston sia a NYC li ho scelti senza ripensamenti.
Ho capito che parte della mia resistenza verso questo tipo di accomodation, e verso le camere dormitorio, erano connessi con il mio non poter comunicare, interagire con gli altri visto che ai tempi non conoscevo l’inglese.

Oggi dico ben vengano gli ostelli, chiamati tali per la dimensione sociale che creano e per l’accessibilità a tutte le tasche.

Vorrei quindi creare una lista alternativa a quella di “D”. Più realistica. Qual’è l’ostello più bello in cui siete stati?

Per quanto mi riguarda ricordo ancora quello siciliano della città di Noto in cui sono stata nel 2002 durante un bellissimo viaggio con 4 amiche.

(http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g652022-d3138305-Reviews-Hostel_Il_Castello-Noto_Province_of_Syracuse_Sicily.html)

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