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Oggi il telefono cellulare compie 40 anni. La notizia positiva è che è più vecchio di me. La notizia  sta circolando in rete più per aspetti di design e per far sbellicare i più giovani alla vista del pannocchione primi anni ’90 della Motorola o dell’ancora più forzato telefono di Gordon Gekko di Wall Street (anni ’80).

Non vedo troppe persone che si interrogano sul cambiamento globale che ha causato l’avvento del telefonino.

Il telefono cellulare ci ha reso più contattabili, più controllabili, più emancipati e quindi più Happy? 

Per quanto mi riguarda tanti anni fa mi ha sollevato da un sacco di problemi di studente fuori sede dedita al divertimento e agli aperitivi che mal si conciliavano con la telefonata serale della mamma al  fisso.
Quando nel 2004 in Brasile, il primo paese in via di sviluppo che ho visitato, ho visto persone scalze, povere e senza tetto che però avevano un cellulare con cui farsi trovare per offerte di lavoro, ho avuto la conferma della potenza dell’innovazione.
Non a caso l’uomo più ricco del mondo è il messicano Mr. Helù dell’impero della telefonia mobile America Movil.

Il cellulare però ci rende anche abbastanza isterici, ci costringe a fare uno sforzo mentale ogni volta nel ricordarci dove l’abbiamo messo, nel ricordarci il carica batterie, tesserine del PIN, del PUK e via andare. Di certo non ci consente più di staccare la spina in assoluto, a  meno che quel cellulare non finisca in mano a quegli irriducibili, ne conosco almeno un paio, che il telefonino ce l’hanno ma non lo sentono mai e non lo guardano per giorni e giorni.

Che il cellulare come invenzione sia già troppo vecchio? Io in effetti non  lo uso quasi più  se non per le solite telefonate alla mamma. Per tutto il resto, c’è Internet, fisso o mobile che sia.

Chissà cosa ci sarà quando anche internet compierà 40 anni.

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