Ho pensato di aver qualcosa da dire e quindi di aprire questo blog martedì scorso quando ero in palestra seduta comodamente sui divanetti stile Le Corbusier a leggere una rivista – Wu Magazin – lasciata sul tavolino della palestra.

I divanetti della palestra
I divanetti della palestra

Si lo so che in palestra di solito non si sta seduti sui divanetti, ma per una volta sono arrivata in anticipo rispetto alla mia blanda e poco faticosa lezione di yoga e quei minuti in più li ho passati svergognatamente sul divano. Oltretutto c’era un’intervista a Boosta dei Subsonica il mio gruppo preferito di quando avevo ancora 20 anni, e ho scoperto essere un lettore accanito, un intellettuale torinese potremmo quasi dire.

Ho capito che leggere le riviste è una delle cose che ultimamente mi rilassa un sacco e mi fa entrare in vacanza con la mente. probabilmente è una forma di ossessione che ancora gli psichiatri stanno studiando, e se dovessero aver bisogno di prove io sono qua.

Me ne sono accorta inoltre dall’attesa spasmodica con la quale arrivo al sabato, non per dire semplicemente “ohhhhh yes week end” ma per andare in edicola, comprare la Repubblica e leggere “D” spesso tutto in un’ora, spesso con qualche strascico durante la settimana. Lo scorso agosto quando ho scoperto che per tutti i sabati del mese non sarebbe uscito “D” ho provato una delusione paranormale. Eppure non ripiego istantaneamente su altre riviste, a meno che non le trovi sul treno, dal parrucchiere, in palestra, dall’estetista, dal dentista.

La trovo particolarmente smart. di quelle riviste che devi leggere con l’Ipad (che non ho) di fianco per guardare il link che ti suggeriscono, per aumentare la tua wish list delle cose da comprare (Help), per guardare il b&b super natural, super vegan, super radical chic che ti suggeriscono.

E’ la rivista che leggo da più tempo continuativamente adesso che ci penso. ricordi dell’università: leggere l’oroscopo di Marco Pesatori e non capire nulla, ma avere la sensazione che ti stia prospettando qualcosa di bello dietro l’angolo, con una bella canzone/musica di accompagnamento. Bei ricordi.

Ma ripeto, se trovate su un tavolo non sfuggo al richiamo irresistibile anche delle altre riviste, anche quelle che si trovano nell’Hotel di Montagna in mezzo alle nevi – Baita Dovich, Malga Ciapela – in cui la pubblicità dei voli aerei sono in milioni di lire e inizi a farti delle domande. Poi guardi la copertina e vedi che quel National Geographic è del 2000.

letture da palestra
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gli "intellettuali" di oggi sono i nostri "musicisti" di ier
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I miraggi di "D"
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I miraggi di “D” Beautiful Dress by Gucci
old issues
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